Du Pérac Etienne, I Vestigi dell'Antichitá di Roma, 1575
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Du Pérac Etienne (1530-1604) – I Vestigi dell'Antichitá di Roma Raccolti et Ritratti in Perspettiva con Ogni Diligentia da Stefano Du Perac, 1575. Acquaforte su carta vergellata misura cm.16x28 circa rifilato alla linea marginale, in basso descrizione del monumento e del sito rappresentato. In basso la scritta Vestigij del settizonio di Severo I Imperatore, che fu un sepolcro che egli si edificò sopra la strada Appia, non per altra cagione, se non che quelli che venivano di Africa, lo havessero sugli occhi, questo edificio faceva faccia a mezzogiorno, et è tutto di opera Corinthia, con bellissimi colonni, di varii pietre mischie, parte striate et parte sanza, con li loro membri di marmoro, fu chiamato anco settizolio da sette solari che aveva, et che si vede nella parte di dietro. Il vulgo lo chiamò la scola di Virgilio.   Architetto, pittore e incisore, studioso dell’antichità, acquafortista e progettista di giardini (Parigi 1530 circa – ivi 1604). Cominciò la sua attività artistica a Venezia ma si recò da giovane a Roma, dove fece disegni di molti monumenti antichi, formando con le sue incisioni il volume I vestigi delle antichità di Roma raccolti et ritratti in perspettiva (1575). “ I Vestigi dell’Antichità di Roma ” di Du Pérac Etienne è un’opera composta da un frontespizio e 39 tavole, eseguite ad acquaforte, nel margine delle quali sono incise delle iscrizioni storico-descrittive (per la prima volta apparvero in una veduta) a mo’ di rubrica, che illustrano puntualmente il monumento rappresentato ed offrono, talvolta, notizie (non sempre precise né prive di errori) su recenti rinvenimenti e scavi, lavori in corso e mutate destinazioni di edifici.
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